Lo spirito naturale di Lucio Corsi

Alla scoperta di un giovane cantante italiano.

Il 17 gennaio è uscito Cosa faremo da Grandi? Il terzo album di Lucio Corsi. Dopo aver pubblicato nel 2015 Altalena Boy/Vetulonia-Dakar e Bestiario Musicale nel 2017, il giovane cantautore toscano s’impone nel panorama musicale italiano. Quello alternativo che è cominciato con I Cani, passando per Calcutta e continuare idealmente con Lucio Corsi. In un periodo in cui spesso fuoriescono artisti già creati dall’etichetta discografica, con musiche preimpostate, e certe volte prive di originalità, Lucio Corsi è qualcosa di nuovo. Le sue influenze provengono da Ivan Graziani, Lou Reed, David Bowie, Lucio Dalla. La rielaborazione di questi artisti insieme ai suoi versi crea un’atmosfera, giovanile, fresca e soprattutto sincera. I testi nascondono un doppio significato: da un lato un riferimento alla contemporaneità, dall’altro alla fantasia. Non è un caso che uno dei suoi modelli letterari di riferimento sia Gianni Rodari. Come nelle fiabe di Rodari, anche nel cantautore di Grosseto sono gli esseri inanimati a prendere forma, a parlare e a stravolgere il senso di ogni canzone. Lo notiamo soprattutto in Bestiario Musicale dove ogni brano è dedicato a un animale.

Simbolica è sicuramente Lepre che sovverte l’idea della corsa nello spazio. Lucio Corsi immagina che prima degli americani e dei russi sia arrivata sulla Luna una lepre che corre, salta e senza parole prende il suo posto. Con la naturalezza e la delicatezza dei suoi passi il piccolo animale si sente subito a casa. La Maremma Toscana e il campionario di animali è una parte del mondo di Lucio Corsi.

Se nell’ album precedente si prediligeva essenzialmente questa tematica, in Cosa Faremo da Grandi? c’è un approccio più filosofico e contemporaneo. La favola del treno Freccia Bianca che diviene un capo indiano e attraversa la penisola da Grosseto fino a Milano, passando nelle gallerie che divorano le case e le città, le Alpi divengono armi bianche, e lentamente si perde tutta l’essenza della campagna.

La solitudine è un’altra componente dei suoi testi. Se vivi a Vetulonia in un posto abbastanza isolato, hai tempo per pensare, per creare un mondo tutto tuo, fatto di pace e di animali impersonificati. Così è facile immaginare che ogni oggetto o animale corrisponda a un istante della vita di Lucio Corsi. La riscoperta della natura e della solitudine sono sicuramente più vive nella società attuale, perché ormai si è oppressi dalla città, dai rapporti umani che spesso divengono superficiali. Il suo è un richiamo alla terra primordiale, quella dura ma che alla fine sa consolarti e farti stare bene.

Nonostante la giovane età, infatti Lucio Corsi ha ventisette anni, già intravediamo un musicista maturo e soprattutto con le idee chiare. Qualcuno che rischia e offre qualcosa di diverso nel panorama musicale. Nelle sue canzoni si sente il cuore di chi fa ciò che più gli piace e poco importa del successo. La sua musica è lenta e misurata come gli animali che popolano le grandi pianure.

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