Nonni e badanti

Come la vita ti trascina a rimpiazzare un genitore.

Capita spesso di incontrare per strada numerose persone anziane. Sempre più di rado esse sono accompagnate dai propri figli o nipoti, si ritrovano invece accompagnate da signore provenienti sostanzialmente da paesi dell’est Europa. Queste donne, che lasciano nelle loro case in Ucraina, Bulgaria, Romania o Ungheria i propri mariti, figli e magari anche i loro genitori, si dirigono verso l’ignoto. Le nostre nonne, invece, affidano gli ultimi anni della loro vita, alle badanti.

La scelta di una badante è qualcosa di sofferto. Qualcosa a cui negli ultimi anni non si riesce a trovare una soluzione. Forse perché i figli non hanno più il tempo e soprattutto la voglia di accudire al meglio i propri genitori; forse perché la vita media si è allungata e con essa si sono sviluppate delle malattie tipicamente senili, che richiedono oltre alle medicine, un’assistenza continua per il proprio caro; oppure è la distanza a complicare le cose e a rendere tutto enormemente difficile. Tutto questo non si verifica soltanto in città, dove i ritmi sono molto frenetici, e talvolta genitori anziani e figli abitano in punti opposti; negli ultimi anni, ho notato che anche nei piccoli paesi, si sta sviluppando la tendenza ad avere in casa una badante.

Il copione è sempre lo stesso: non appena l’anziano si ammala tra figli e nipoti inizia la disputa. È tutto un rimpallo di responsabilità, come se fosse un peso. Un figlio non può prendersene cura, perché ha una vita troppo incasinata; l’altro non abita in città e non rinuncerebbe mai al proprio stile di vita; i nipoti lasciamoli fuori, perché magari sono troppo piccoli e devono seguire, come giusto che sia, la loro vita. Si arriva così alla scelta della badante. La selezione avviene o per passaparola, oppure ci si affida a un’agenzia. Non sai mai chi può venire, quanto tempo resisterà e soprattutto se l’anziano sopporterà la nuova situazione. I primi tempi è una continua ansia, si è stressati più di prima. L’unica cosa che si perde di vista è la salute psicologica del genitore: è un po’ più spento, cerca un qualunque appiglio nei propri cari, perché la sua quotidianità risulta compromessa. Forse i malesseri iniziano proprio in quel momento, l’anziano capisce che quella situazione sarà irreversibile, e lentamente, nel giro degli anni si avvia al suo declino. Allora tutto questo che senso ha?

La colpa è nella perdita delle abitudini, nonostante le signore dell’Est Europa svolgano un egregio lavoro. È come se a quei nonni mancasse la terra sotto i piedi. Ovviamente si parla di situazioni in cui l’anziano ha bisogno di compagnia, e non ha gravi problemi di salute. In quest’ultimo caso la presenza di una badante o un’infermiera è strettamente necessaria. Le persone che restano lucide chissà cosa pensano nella loro mente. Nei loro occhi si vede che vorrebbero parlarti, dirti tutto, ma è come se tu fossi sordo. Vorrebbero dirti realmente il loro stato d’animo ma tu non lo capiresti, perché sei giovane e hai fretta.

L’altro giorno ho visto una signora e la sua badante, che camminavano a braccetto e ho pensato a questo pezzo. Mi sono chiesto come la civiltà del benessere e della longevità porti a stati di cupa solitudine. Anche con la badante, percepivo un certo isolamento della signora, quella sua aria sorniona era soltanto una maschera. Probabilmente ripercorreva nella sua mente dei momenti belli del suo passato. Altrimenti è impossibile andare avanti nel presente. Magari ripensava a qualche marachella compiuta con qualche sua amica; oppure al suo primo amore o a chissà cos’altro. La verità è che lentamente si perdono le cose importanti, al loro posto compaiono la paura, l’egoismo e una rincorsa verso chissà dove.

Tutti non vediamo l’ora di scrollarci i problemi; vorremmo soluzioni istantanee come una ricerca su Google. Ma proprio loro, gli anziani, quelli che abbiamo abbandonato avrebbero pronta la risposta: la pazienza, la virtù che oggi manca. Quella che ognuno di noi addebita a un altro o alla vita frenetica, in realtà stiamo diventando più avidi e più cinici. Gli anziani così diventano soltanto un oggetto che quando non è più funzionante lo sostituiamo. Oggi non riusciamo più a riparare, preferiamo la sostituzione, cosa impossibile per le persone. Così un servizio, come quello offerto dalle badanti, se prima era una roba per ricchi, oggi diviene una necessità per molti. Si dimentica tutto troppo presto, ci commuoviamo per un animale che soffre, mentre al nostro fianco, ci sono i nostri nonni che vorrebbero darci ancora il loro amore.

Chi scrive queste parole è cresciuto con due splendide nonne, ha conosciuto pochissimo i propri nonni e soprattutto in questo momento sente la loro distanza. Solo dopo aver perso qualcosa, capisci che ti manca davvero. Per i battibecchi oggi pagheresti oro, eppure resta solo il ricordo, che lenisce leggermente quell’assenza.

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