Futuro Molise: Quando le idee escono dall’Iperuranio

Iniziative per un posto migliore, scritte per qualcuno che ha davvero voglia di cambiare il tempo incerto di una regione.

Vi siete mai chiesti il perché di alcune azioni in Molise? E soprattutto come mai mancano delle soluzioni, e al loro posto si preferisce piangere e lasciare che vada tutto così? Non si sa se possa esistere una risposta vera a queste domande, ma è opportuno comunque chiederselo. Il Molise è uno spettro di una nazione che corre a due velocità: forte al Nord e moderata o lenta al sud. Sarà per la posizione geografica, sarà per la poca popolazione, oppure, perché è una regione che è troppo piccola e quindi è inutile considerare. Quella che segue è una raccolta di idee che potrebbero rialzare la ventesima regione d’Italia. Nulla di eccezionale, ma si tratta di qualcosa che è sotto gli occhi di tutti, basterà solo riorganizzarsi al meglio, strutturare dei programmi e metterci tanta voglia. Cose semplici da non sottovalutare, e soprattutto non disperdere il lavoro già iniziato. In questa regione è assente una pianificazione strategica, che permetta la continuità di azioni importanti svolte l’anno precedente, che spesso restano solo ricordi e belle parole. È necessario andare oltre. L’atavica rassegnazione dovrà lasciare il posto al lavoro svolto bene e non fine a sé stesso. Ci sarà molto da fare, ma sarà anche l’occasione per far tornare molti giovani, creare delle speranze e perché no un nuovo futuro qui. La pandemia (sarà banale dirlo ancora) ha ridefinito gli spazi e i tempi.

Non ci resta che cominciare.

Gli spazi naturali costituiscono gran parte del territorio, negli ultimi due anni sono stati ripuliti diversi sentieri (Frosolone per esempio) da volontari o da associazioni. Se questo poteva bastare in una prima fase, ora è necessario ampliare il gruppo con fondi e mezzi. L’amore per il territorio da solo non basta. Da passione dovrebbe trasformarsi in un lavoro, che occupa diverse persone per svariati mesi all’anno, con una remunerazione adeguata. Come? Attraverso la specializzazione di varie figure: addetti alla pulizia, social media manager e un ufficio stampa. In tempi di crisi avere tutto questo in piccoli borghi può essere pura utopia. Dai fondi stanziati inizialmente si potrebbe adottare successivamente la formula del crowdfunding (un sistema di autofinanziamento con offerte e aiuti che arrivano dal web o da altri canali). Inoltre l’ufficio stampa dovrebbe gestire anche la comunicazione degli eventi sul territorio. Una buona pubblicità e un deciso lavoro costante sono la prima chiave per avviare l’uscita dall’isolamento.

La seconda idea riguarderebbe la gestione del turismo. Creare strutture capienti con personale qualificato. Attenzione, questo non vuol dire spingersi verso un turismo di massa. Si tratterebbe di portare esperti delle tradizioni, conoscitori della fauna e della flora locali a disposizione dei curiosi. Cuochi che da sempre lavorano sul territorio a rivisitare e ammodernare alcuni piatti (perché no, inventarne dei nuovi), e riportare in auge dei vecchi piatti tipici. Oltre la natura, lavorare sui centri storici, che sono disabitati. Belli ma spenti. Questa dovrebbe essere la grande sfida. Creare delle strutture agevoli per tutti, in modo tale da poter rivivere quelle case, che un tempo pullulavano di vita, di sapori e d’incontri familiari.

Queste sono soltanto due idee. Il resto sarebbe meglio discuterne con gli organi competenti per l’organizzazione e una vera creazione di tali risorse. Il turismo fatto a prezzi giusti, con il confronto delle altre realtà simili porterà benefici. Non soltanto economici, ma anche sociali. Ci sono molti giovani che sono stati costretti a partire, ma non ne avevano nessuna voglia. Arrabbiati, delusi, hanno lasciato la terra che amavano per rincorrere un modello in cui probabilmente non si riconoscono. Di sicuro però in quel sistema vengono apprezzati, riconosciuti e ben pagati. Questa è la piaga che affligge il Molise e il sud che molto spesso si mostra ingeneroso verso i suoi abitanti, a causa dei forti egoismi che lo contraddistinguono.

Giovani: Non disperate. Il tempo vi darà ragione, e se le vostre idee saranno infruttuose per qualche anno, prima o poi qualcuno le raccoglierà e ne farà tesoro. Se non accadrà, sarete stati dei guerrieri che hanno combattuto per l’amore della propria terra.

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