Amare la scrittura

Quando una passione diviene una corazza con cui si va in giro per il mondo.

Per un tempo finito ce n’è sempre uno da iniziare. Magari più bello, forse più brutto. Non si sa con precisione, fin quando non lo vivi, non hai la più pallida idea. Spesso Vivere coincide anche con Scrivere. Non importa come, dove o quando e, a dirla tutta, nemmeno se lo si fa per qualcuno. Ciò che conta è farlo. Essere consapevoli ogni giorno di quello che si sta facendo. Chi incomincia a scrivere dopo i vent’anni, cioè dopo la fase adolescenziale, capisce che la scrittura è più di un semplice gioco. Diventa quasi un’esigenza. E se ti dicono che sei un sognatore, o che non hai i piedi per terra, non farci caso. Non devi dar retta a nessuno se la tua necessità è quella di scrivere.

Scrivi per informare. Scrivi per dare il tuo punto di vista su un argomento. Scrivi perché ti annoi. Scrivi perché ti rilassi. Scrivi per analizzare meglio te stesso, perché sai bene che le tue ansie, i tuoi sogni non uscirebbero dalla bocca. Scrivi, perché non sei compreso e ti va di confidarti con il mondo. Può essere tutto questo, oppure nulla. Puoi scrivere qualunque cosa, perché non sei un giornalista o uno scrittore con un obbligo. Lo fai, perché ti fa sentire libero. Eh no, vorresti scrivere perché sei arrabbiato e vuoi che davvero le cose cambino. Ma il tuo pezzo, su un piccolo blog non avrà l’eco desiderato e rimarrà un urlo soffocato. Può darsi. Speri che nel futuro qualcuno si ricorderà di questo giorno e di queste parole. Ma poi anche no.

Scrivere diventa un esercizio per immortalare quel momento, quasi come una fotografia. È il descrivere le cose più ovvie, ma anche le più difficili. È un esercizio che mette in correlazione gli opposti. Se fatto male può essere pericoloso, prima per sé stessi e poi per gli altri. La scrittura è prima un’aggiunta e poi una sottrazione di elementi. È la ricerca del dettaglio e della risistemazione dei termini. Sembra facile parlarne, ma poi nell’atto stesso diventa impossibile. È un’alchimia di elementi, di idee ben strutturate a cui poi dare un senso. Non sempre riesce. Spesso diviene un insieme insensato di cose, una sorta di minestra con tutti gli scarti. Altre volte diventa un piatto gustoso. È il tuffarsi in un mondo lontano, custodito in un angolo della mente, che non hai ancora esplorato. Ogni volta è una nuova sensazione. È il momento di maggiore solitudine e qualche volta di sofferenza. In una notte buia è un faro che t’illumina la via. Mentre stai scrivendo, pensi già alla frase successiva.

A rileggerti potrai stupirti, perché usciranno parole che manco sapevi di conoscere. Oppure potrai rimanerci male, perché l’idea che avevi era nettamente diversa dall’atto pratico. La scrittura in ogni caso è una distrazione dalle cose più brutte. È l’evasione in un mondo all’altezza dei nostri desideri. È un viaggio con gli amici migliori e i sorrisi più sinceri. Se c’è una cosa che hai imparato, è che essa non potrà mai tradirti. Ti deluderà, ti stancherà, potrai odiarla in qualche momento, ma sai bene che non potrai farne a meno. Una volta afferrata ti accompagnerà per tutta la vita.  

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