La nuova televisione che avanza: Una Pezza di Lundini

Da qualche anno un fenomeno nato sul web e sulla tv on demand ha preso forma anche nel palinsesto della Rai.

Tra le varie espressioni della nuova comicità italiana merita un riconoscimento Una pezza di Lundini. Si tratta di una trasmissione che va in onda in seconda serata su Rai 2. Valerio Lundini il conduttore e comico di punta del programma è accompagnato da Emanuela Fanelli. Entrambi sono giovani promesse della televisione italiana, stanno costruendo una nuova stagione segnata da continui stravolgimenti. Il loro è un grido alla leggerezza, al surrealismo e al ritmo sferzante delle parole. Una voce che spiazza il telespettatore, abituato troppo spesso alla battuta confezionata, qualunquista e a tratti banale. La televisione pubblica offre un prodotto di qualità, riesce a far avvicinare molti giovani e fa tornare il piacere della condivisione. Chi non riesce a guardare il programma in diretta, può recuperarlo su Rai Play, la piattaforma dedicata allo streaming, su You Tube e sulle pagine Social dedicate. Un nuovo modo di fruire la trasmissione televisiva, che diviene accessibile in ogni momento, su qualunque dispositivo. L’ideale sarebbe goderselo dal proprio divano, possibilmente in pigiama e con una coperta sulle gambe.

Una pezza tecnicamente è una toppa, o un aggiustamento che si fa per sistemare una situazione. Il programma di Lundini intende far proprio questo. Si pone come una pezza, appunto, a un altro programma che sarebbe dovuto andare in onda. Così da comprimario, il conduttore diviene un pieno protagonista, s’impossessa della scena e comincia il suo gioco con il pubblico, ma anche con gli ospiti in sala. Tutti si prestano alle sue gag, gli autori, gli intervistati, al suo diversificare i registri linguistici e alla sua finta serietà. Valerio Lundini si pone tra Nino Frassica, il surrealismo e la commedia del non sense. Quest’ultima rielaborata a modo suo. Mai pienamente volgare, fuori dalle convenzioni, il programma sta creando numerose aspettative. La testimonianza scaturisce dall’attesa che si crea in ogni puntata. La suspence creata è l’essenza stessa della trasmissione. Se la prima volta non sei abituato, puoi restare spiazzato, arrabbiato oppure deluso.

Chi conosce Lundini e il mondo della Stand Up comedy, sa che questo è abbastanza frequente. Chi non lo sa, pian piano si abitua. Cultura e stravaganza, risate centellinate, che valgono più di tante fatte in contemporanea. La sua grandezza risiede nel fatto che gli umili divengono i re della scena, i personaggi famosi passano quasi in sordina, oppure devono compiere qualcosa di eclatante per essere ricordati. È il caso di Sebastiano Somma, che ripete più volte, nel corso dell’intervista, di essere “un cane”, un pessimo attore.

Interviste in studio e fuori, la musica dei VazzaNikki accompagnano le puntate, nel mezzo ci sono i monologhi di Emanuela Fanelli, che passa dal volgare all’elitario in pochi secondi, dando così l’impressione di inconsapevolezza. Sembra di assistere a una continua improvvisazione, ma a ben guardare è qualcosa di ben studiato e ragionato. Superare gli stereotipi, giocare con il politicamente corretto e i luoghi comuni, ci avvicina al mondo di Lundini. Un poeta surrealista che dal caos riesce a dare ordine alla nostra realtà.

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