Breve storia di un borgo rinato

Come un piccolo paese, con poche cose e tanta inventiva può essere l’esempio per un’intera regione.

Civitacampomarano è un borgo di circa 400 abitanti situato in provincia di Campobasso, in Molise. La sua posizione è abbastanza isolata, motivo per cui, il paese è a rischio spopolamento. Così nel 2016 la Proloco “Vincenzo Cuoco”, insieme alla cittadinanza e al Comune ha deciso di creare un Festival di Street Art. Qualcosa di insolito in un borgo, lontano dai grandi centri cittadini e non abituato a un certo tipo di eventi. Non è avvenuto tutto così velocemente o per caso, infatti gli abitanti del borgo, attraverso la Proloco, hanno inviato una mail ad Alice Pasquini, in arte Alicè, una street artist conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. L’artista di origine civitese (infatti suo nonno era originario di Civitacamporano) ha accettato di buon grado. Dal 2016 è partita una sfida: la rinascita di un borgo.

Il successo delle varie edizioni ha portato al ripopolamento del luogo, a nuovi investimenti e all’apertura di nuove attività locali. Alice Pasquini è la direttrice della Kermesse, che prende il nome di Cvtà Street Festival. Non solo dedica tutta sé stessa all’evento, ma è riuscita, nel corso degli anni, a convogliare numerosi artisti internazionali: Biancoshock, Mp5, Nespoon, Jan Vorman, Alberonero, solo per citarne alcuni. Ognuno di essi ha portato una sua opera, e non è mancato che qualcuno ritornasse. Travolti dalla genuinità e dall’affetto degli abitanti, agli artisti è rimasto un bel ricordo. In quei giorni e durante la preparazione dell’evento si respira un’aria di festa, di fratellanza e una voglia di comunità che, unità per il bene del paese, riscopre la sua vera anima. A nulla valgono le dichiarazioni d’amore per la propria terra se poi non si aggiunge qualcosa di concreto. I civitesi lavorano alacremente e con molto entusiasmo per la riuscita del Festival, sono attenti alla cura del dettaglio e non si nascondono dietro le difficoltà.

L’attività degli artisti consiste nel ridar vita a tutti i luoghi del paese: muri delle case, portoni, panchine, cabine telefoniche. Questi ultimi due elementi sono stati ripresi da Biancoshock che ha realizzato La panchina Twitter e La cabina Telefonica Whatsapp. Un’arte semplice e comprensibile a tutti, all’ apparenza, ma frutto di un lavoro ben ragionato e studiato. Qualcosa che si adatta molto bene al territorio. Un’ altra opera di Biancoshock, creata in occasione della Kermesse di quest’anno, si ritrova per le strade di CivitaCampomarano: la mappa contenente tutte le strade del paese. Situata vicino alla vecchia banchina di sosta dei mezzi pubblici, ha ripreso vita e colore. È simile a molte insegne che ritroviamo nelle metro o alle fermate dei bus in città, ma qui ha un significato diverso. Se potete, andatela a vedere, le parole non bastano.

Importantissima è stata l’edizione di quest’anno. A causa della pandemia Covid19 e dell’impossibilità di spostamenti da parte degli artisti, si è assistito a qualcosa di unico. Gli abitanti del luogo guidati a distanza da Nespoon hanno realizzato le “ragnatele emozionali”, un intricato dedalo aereo di merletti. Quanto detto si può trovare sulla pagina Facebook del Festival: https://www.facebook.com/cvtastreetfest.

Questi sono solo alcuni esempi di ciò che accade a Civitacampomarano. Il resto nei prossimi anni diventerà storia, almeno locale. Si parlerà di un luogo destinato a estinguersi, che invece ha reagito ed è resuscitato. Civitacampomarano non è solo questo. È la terra di Gabriele Pepe e Vincenzo Cuoco, due illustri patrioti dell’Ottocento; qui risiede un Castello Angioino del XII-XIII secolo. Ce n’è per tutti i gusti. Due o tre giorni in un posto così e di sicuro non vi annoierete. Riscoprirete l’armonia e la tranquillità di un piccolo borgo. Il Molise è pieno di posti simili, nonostante non vengano valorizzati tutti al meglio. C’è tanto lavoro e molte prospettive se solo i governanti avessero una visione lungimirante. Ripartire dalla cultura dei luoghi, dell’arte e di tutto il patrimonio che offre questa piccola regione è la chiave di svolta dell’Italia centro meridionale. Solo così avremo un Mezzogiorno capace di competere con le grandi realtà. Dovremmo ricominciare dall’esempio di Civitacampomarano e di altri piccoli borghi per un futuro più sostenibile a livello economico e ambientale.

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