Buongiorno Italia

Nuove idee e spunti per quello che succederà. Questo è un augurio al meglio, toccherà a noi cambiare il corso degli eventi.

È il momento della rinascita. La primavera dà l’idea di un nuovo inizio. È quello che chiediamo in questo momento, o forse semplicemente ce lo sta chiedendo la terra. Come sostengono alcuni storici: “siamo entrati davvero nel 2000”. Così come il Novecento è iniziato, alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando un nuovo ordine ha stravolto il mondo, oggi assistiamo allo stesso fenomeno di cent’anni fa. Probabilmente è una fortuna, arrivare adesso e rompere i vecchi schemi, magari migliorare la qualità della vita e iniziare un nuovo corso. Se la crisi rappresenta una rottura, è questo il momento di risistemare i cocci. Ma attenzione, abbiamo due possibilità: la prima è che potremmo catapultarci in un mondo peggiore di quello avuto finora; la seconda, invece, è che potremmo stravolgere tutto in maniera positiva. La scelta dipende da noi, dall’impronta che vogliamo lasciare, altrimenti saremmo tutti responsabili della sua distruzione. E vi assicuro che non è allarmismo, ma si tratta di consapevolezza.

È giunto il tempo di coltivare le nostre passioni, quello che più si ama, ricordarci delle persone importanti, aiutare chi è in difficoltà. Leggere, studiare, guardare film e poi, quando ci sarà occasione, viaggiare. Non muoversi in maniera compulsiva e testimoniare ogni nostro spostamento mediante i Social Network, altrimenti è inutile. Godere appieno degli istanti, di quello che abbiamo, solo così saremo in grado di essere più sereni. La felicità è solo un attimo, mentre la serenità è qualcosa di più duraturo. Ecco, tra le due opzioni è preferibile la seconda. Un benessere fisico e mentale dovrà guidare la nuova società. Non dobbiamo aver fretta o peggio ancora paura di cambiare le nostre abitudini, se questo vuol dire migliorare sé stessi. Rischiare come non abbiamo mai fatto, anche osare qualche volta. Non cerchiamo a tutti costi la moda, potrebbe rappresentare la banalità e questo comporterebbe un passo indietro.

Se queste sono le premesse concrete e non un tuffo verso un mondo ideale, allora abbiamo capito che tutto quello di cui avevamo bisogno era sotto i nostri occhi. Era chiuso da un involucro che non solo nascondeva l’essenza, ma l’opprimeva a tal punto da distorcerne l’immagine. Saremo maturi quando ci chiederemo, se davvero era così semplice e riusciamo a rispondere al perché non l’abbiamo fatto prima. A quel punto probabilmente saremo guariti. Tornare indietro non c’importerà più, in quanto davanti avremo soltanto nuovi orizzonti. Questo è auspicabile, ma toccherà vedere come ci comporteremo nel futuro. Le occasioni per riflettere e realizzare qualcosa di buono ci stanno passando davanti agli occhi. Ora. È necessario unirsi in tutti i settori dal lavoro all’amore, solo così saremo più forti. Creare le possibilità che finora abbiamo ritenuto poco credibili; investire nel tempo e nella natura. In Italia, ad esempio, potremmo avere tanto lavoro se ci concentrassimo sul patrimonio artistico. Lavorare su ogni territorio, creare piccole e medie imprese in cui ognuno faccia la sua parte. Se non riusciamo a coglierlo, la strada sarà tutta in salita. Le idee nascoste ora fuoriescono e con il tempo ci daranno ragione.

Tornare alla normalità poi. Cosa vuol dire esattamente? Se la normalità è il ripristino della situazione precedente, fatta di una vita esasperata dal denaro e dalla felicità a tutti i costi, onestamente non vorrei ritornarci. La vita non dovrà essere concepita come un’eterna competizione, ma indirizzarsi all’utile. Ci riempiamo le giornate di cose inutili, perché siamo frenetici, come le macchine futuriste decantate da Marinetti. Non dimentichiamoci di essere umani, torniamo nel ciclo della natura, d’altronde siamo solo un suo ingranaggio. Basta davvero poco, perché si cancelli tutto. Abbiamo avuto paura, e forse ne avremo ancora, ma non dobbiamo mai perdere la speranza che tutto possa migliorare. Solo così potremo alzarci domani e gridare: “Buongiorno Italia”.

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