La generazione dei perché

Non chiamarmi dottore,

se nemmeno mi paghi.

Perché?

Mi riempi di complimenti e,

dopo qualche mese mi scarti?

Egregio, carissimo,

appena finisco,

nemmeno  il tempo di trasferirmi, che

non rispondi più,

neanche t’importa di sapere come sto.

Dura legge del lavoro,

mancanza di buon senso.

Crisi economica, esistenziale,

che problema hai?

Non sai il fastidio che provo,

quando ripulisci,

meschinamente,

la tua coscienza.

Ho una certezza,

se un giorno ci riuscirò,

non sarò come te.

Cosa importa se la schiettezza,

comporta  volgarità.

Meglio!

Non sarò falso,

nel mondo dei pochi veri.

Daniele Altina

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