Una città invisibile: Ombre e luci di un passato recente

Un’analisi sociale, storica e psicologica che parte da una famiglia per convergere su un’intera società.  

“Non è finita davvero”. Questa è la frase con cui si apre la storia che verrà raccontata. Nel libro Piccola Città di Vanessa Roghi (edito da Laterza, 223 pp. e prezzo € 19) si parla dell’eroina come fenomeno di ieri e di oggi. Negli occhi dell’autrice sono ancora vive le immagini di un passato familiare, nemmeno poi così lontano, ma è altrettanto presente l’urgenza di lanciare un messaggio collettivo. Qualcosa che lasci il lettore con il dubbio e perché no con una voglia di scoprirne di più.

L’ambiente in cui si muove la vicenda è Grosseto, quella Piccola città (titolo ripreso da una famosa canzone di Guccini) troppo provinciale e forse lontana dalle grandi contestazioni. Almeno all’apparenza. Invece sul finire degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, il capoluogo di provincia si agita e respira tutto il clima internazionale fatto di rivolta, evasione ed eroina. La famiglia di Vanessa non ne è immune. Infatti il padre comincia a far uso di stupefacenti proprio in quegli anni. Nel 1972 nasce Vanessa e il contesto in cui vive sembra già averla segnata. La sua è una situazione stabile, poi lentamente, a partire dal 1982, le cose si complicano fino ad arrivare all’arresto del padre nel 1987, quando ormai quindicenne, Vanessa frequenta il liceo classico Carducci-Ricasoli di Grosseto. Il momento dell’affondo. Il colpo di grazia in una famiglia normale. Quello, però, negli anni diventa il momento della redenzione. C’è sempre nella vita di un uomo, un periodo così oscuro, che poi se superato riporta la luce e la freschezza nella propria esistenza.

Questa è anche una storia comune di eroina. Quanti padri, come Mauro Roghi, sono stati delle vittime inconsapevoli di un gioco troppo pericoloso? Quante volte è stato toccato il fondo e non si è più risaliti? Ecco Vanessa Roghi ci racconta proprio questo. Ci fa rivivere gli anni Settanta in una ridente cittadina toscana. Ci fa toccare da vicino una storia italiana. Uno stato, all’epoca, ancora troppo impreparato per fronteggiare una simile piaga sociale. Non si tratta solamente di un problema psicologico, ma di un fenomeno culturale che colpisce i giovani di tutte le famiglie. Ricchi e poveri. Non guarda in faccia nessuno. L’inconsapevolezza e l’inefficienza, per alcuni versi, sono i protagonisti della storia. Si parte qualche decennio indietro, quando nelle cronache giornalistiche di Indro Montanelli e Dino Buzzati si affrontava questa tematica. Seppur il numero di persone che faceva uso di sostanze era ancora esiguo.

Nell’opera Piccola città non mancano riferimenti alle malattie connesse all’utilizzo di eroina, come l’Aids, che nel giro di qualche decennio mieterà decine di migliaia di vittime. L’analisi storiografica proposta dalla Roghi è scandagliata anche da vicende più grandi. Si pensi alla “Teoria del complotto”, secondo cui l’enorme afflusso di sostanze stupefacenti in Europa, ma forse a livello mondiale, è voluto dalla Cia. Viene spesso citata l’operazione Blue Moon, con la quale l’Intelligence americana riesce a dimezzare, in maniera drastica i dissidenti “capelloni”. È solo una teoria, ma in questo libro non si esaurisce, e qualche domanda in più siamo indotti a porgerla.

Infine la Piccola Città non è solo Grosseto, ma scorrendo le pagine si avverte un riferimento alla comunità di tossicodipendenti, che nel corso degli anni si è allargata. Si è ingrandita a tal punto che da un piccolo ghetto iniziale sono diventati una vera e propria città. Un filo continuo con i motivi più disparati spinge i giovani a drogarsi. Moda? Ribellione? Noia? Qualunque risposta è lasciata al lettore sulla base di dati, di articoli e di cronache. Se nel giro di un ventennio il fenomeno ha subìto un calo, a partire dal 2017 è ricominciata l’ascesa. Cambiano i pretesti e soprattutto i protagonisti, ma la sostanza rimane sempre la stessa. L’eroina è stata il male di ieri e purtroppo sarà quello di domani, se non si combatte con la prevenzione e la cultura. La crisi finanziaria ed economica degli ultimi anni, unita a una riduzione delle risorse nel settore sanitario ha riconsegnato il nostro paese in mano alla droga. Giovani sempre più spenti affollano le nostre strade. Comunità stracolme sono incapaci di accoglierli. Il male silenzioso sta tornando con tutta la sua forza bruta. Speriamo davvero che la ricerca della Roghi spinga a una riflessione più matura sul fenomeno, e aiuti molti giovani a uscire da un tunnel più tenebroso dell’inferno.

Daniele Altina

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