Una domenica davvero eccezionale

Una giornata in compagnia del calcio, dei tifosi e di tanta allegria.

“Carrarese-Propatria?” “X”. La celebre scena di Eccezzziunale Veramente, nella giornata di ieri 12 maggio 2019 ha ripreso vita. Peccato, però per il risultato che ha consegnato alla Carrarese la vittoria per due reti (Tavano e Piscopo) a zero. Questo risultato porta la squadra di Carrara all’avanzamento nei playoff di Lega Pro. Ciò di cui si vuole parlare, in quest’articolo, è la trasferta di quattro amici partiti da Roma alla volta di Carrara.

Michele, Gino, Salvatore e Roberto partono domenica mattina alle ore 10 da Roma. Tre di loro, Michele, Gino e Salvatore sono coinquilini, mentre il quarto, Roberto, abita in un’altra zona non molto distante. Decidono di affrontare questo lungo viaggio di circa 800 Km (tra andata e ritorno) per sostenere la ProPatria, la squadra di Busto Arsizio (Va) di cui Gino è tifoso. La domenica non è delle migliori dal punto di vista meteorologico: Si prevedono piogge, freddo e temporali. È maggio, ma la primavera tarda ancora a sbocciare. Questo non impedisce ai protagonisti di andare comunque a Carrara, ben equipaggiati con felpe, ombrelli e Kway si recano in Versilia.

Il viaggio d’andata procede senza intoppi e con una sola pausa, appena il tempo per un boccone. Verso le 12:30 avviene la prima sosta: Un autogrill tra Umbria e Toscana, una tappa intermedia del viaggio. Nella macchina intanto c’è attesa e tensione per il match, per il clima e il tragitto. La paura di sbagliare strada, di arrivare tardi è sempre in agguato. Roberto, il meno esperto di calcio del gruppo, si informa sui giocatori delle due squadre e con sorpresa scopre alcune vecchie conoscenze del campionato di Serie A. Si tratta di Francesco Tavano (ex calciatore dell’Empoli e risolutore di tanti fantacalci) e Massimo Maccarone (attaccante del Siena e del Middlesbourgh, solo per citare alcuni club) nella Carrarese, e di Mario Santana (centrocampista del Palermo e della Fiorentina) nella Propatria. Gli ingredienti per un buon match ci sono davvero tutti. Roberto che pensava di annoiarsi, alla fine riscopre un’antica passione.

Nel viaggio d’andata si ripassano i cori, si ascolta l’inno della squadra e si canta di continuo, con il rischio che la voce si esaurisca prima della gara. Arrivati nella cittadina toscana è il momento di raggiungere la struttura: l’imperioso Stadio dei Marmi. È un terreno di gioco a ridosso delle Alpi Apuane, in una cornice fantastica. Sembra quasi una di quelle cartoline che raffigurano paesaggi montani, con la differenza però che il mare è vicinissimo. Nonostante questo, il clima non è affatto mite. Il cielo plumbeo minaccia pioggia da un momento all’altro. Alle 15:30, esattamente un’ora prima della partita, Roberto, Salvatore, Michele e Gino entrano allo stadio con sciarpe e magliette della ProPatria, anche se tre di loro non provengono da Busto. Ma poco importa, gli ultras della squadra varesina li accettano, a tal punto che li inseriscono nella prima fila a cantare e a urlare insieme a loro. Roberto non sa bene come ci si comporti, ha assistito ad altre gare allo stadio Olimpico di Roma, ma a contatto così diretto e amichevole con gli ultras mai. Anche se gli ultras bustocchi sono di estrema destra, non hanno un atteggiamento scontroso con i nostri, anzi li indirizzano al meglio. Michele e Salvatore, i più esperti, si mimetizzano talmente bene da sembrare due di loro.

Alla fine del primo tempo, il risultato è ancora fermo sullo zero a zero. I romani decidono di spostarsi dall’altro lato della curva, così da stare più tranquilli e seguire per bene il secondo tempo. Forse sarà stata la scaramanzia. Forse sarà stata la voglia di cambiare, ma quello spostamento non ha portato fortuna. Dall’altro lato, infatti, dopo una traversa scheggiata da un giocatore della ProPatria, arriva il goal della Carrarese. I bustocchi restano impietriti e un po’ arrabbiati, convinti che l’arbitro non avesse fischiato il fuorigioco. Purtroppo questa resterà solo un’illusione. A fine partita, quando rivedranno il replay, scopriranno che il goal era regolare. Un’occasione mancata. Poco dopo i guerrieri bustocchi cedono e subiscono il secondo goal. Finisce la partita e tutti si riavviano alle macchine o ai pullman con l’amaro in bocca.

Durante la partita Gino, Michele, Roberto e Salvatore hanno parlato con gli altri tifosi, che si sono mostrati disponibilissimi. Li hanno trattati come se fossero amici da sempre. L’ambiente dello stadio è così, spesso si creano nuove amicizie legati a quei momenti condivisi. Per Gino è stato un ritorno a casa. Dalla sua gente. Dai suoi ricordi. Sul suo volto alla fine traspare il dispiacere. Non ha troppa voglia di tornare a Roma. La nostalgia di casa ha colpito anche lui, che di solito appare la persona più ferma e decisa. Il calcio è stato solo un modo per riabbracciare la sua terra, che ormai da quando vive a Roma, vede sporadicamente.

Il ritorno è abbastanza pesante, ma i quattro ragazzi lo ammorbidiscono con racconti, canti e anche un po’ di malinconia. Roberto l’ha avvertita subito, Michele e Salvatore poco dopo. La partita in trasferta li rende vivi, ha dato un senso di appartenenza che mai avrebbero pensato di avere. I quattro hanno fatto una promessa: La prossima gara di Playoff della ProPatria la seguiranno dovunque, anche in Trentino. Hanno avuto la sensazione, durante il cammino verso Roma, che sono legati indissolubilmente da qualcosa. Ci voleva questa trasferta per riscoprire dei sentimenti veri come l’amicizia, la sana passione per lo sport. Una domenica davvero sfiancante, ma ne è valsa la pena, perché alla fine si rafforza un rapporto ancora più profondo tra i quattro. La vera domenica italiana è quella fatta di amici, di calcio e di tanto divertimento, quello che non è mancato ieri.

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