Un evergreen nella notte di Latina

Latina, sabato 21 luglio 2018.

Non è una serata come tante, perché allo Stadio Comunale Domenico Francioni va in scena il concerto di Edoardo D’Erme in arte Calcutta. È un’occasione speciale per diversi motivi, in particolare perché questo cantautore è originario di Latina, e soprattutto questa è una delle due date estive del suo tour. L’altro concerto si svolgerà nell’Arena di Verona il 6 agosto. La prima volta di Calcutta nella sua città probabilmente non si scorda facilmente. Per ascoltarlo sono giunti da Monza, Bergamo, Ravenna, e chiedendo loro il motivo per cui fossero giunti proprio a Latina, la risposta è stata che nella città natale ha tutto un altro sapore. Inutile negare il romanticismo che trascina con sé quest’affermazione.

Alla vigilia c’era molta pressione sulla sua emotività, dal momento che è un giovane cantante e qualcosa sarebbe andato storto. Ma non è andata così. Per fortuna si è svolto tutto al meglio. Già dalle 17, orario di apertura dei cancelli, i fan scalpitavano. Una volta entrati dentro hanno ansimato fino alle 22 circa per l’ingresso del loro beniamino. Prima di lui sul palco si sono esibiti altri cantanti come Mesa, Frah Quintale e infine, c’è stato un duetto speciale con Tommaso Paradiso il leader dei Thegiornalisti. Tommaso e il cantautore di Latina sono molto amici, e spesso suonano insieme (nel caso specifico hanno cantato “Oroscopo”, cosa già avvenuta due anni fa in un concerto a Villa Ada). Le sorprese non finiscono: a tutti i partecipanti, all’ingresso hanno regalato una sciarpa rossa, che durante Frosinone è stata puntualmente agitata. Anche noi dal prato ci sentivamo con “il cuore a mille” (riportando un verso della sua Hit “Paracetamolo”). Sulla serata c’erano molte aspettative in quanto era la prima data del suo nuovo album “Evergreen”. Finora Calcutta ha fatto solo delle sporadiche apparizioni in televisione, in radio e in alcuni autogrill. La curiosità e l’ansia si mescolavano all’adrenalina e alla voglia di cantare ogni singola strofa. Per due ore si è cantato e ballato su ogni nota. Impressionante. C’era un pubblico variegato, non solo giovani tra i venti e i trent’anni ma anche persone che avevano superato i quaranta, in più qua e là si scorgevano bambini, uno in particolare sulle spalle del padre cantava a squarciagola. Quest’episodio ha ricordato molto, almeno in chi scrive, la sua infanzia quando si recava insieme ai propri genitori ad ascoltare o a cantare le canzoni più significative degli anni sessanta-settanta. Ma Calcutta è il presente, è ancora molto giovane e ha già inciso su più generazioni. Il suo fenomeno è nato nel 2015 e oggi corre inarrestabile. In poco più di due anni e mezzo è diventato quello di cui parliamo oggi: uno dei cantautori più interessanti del panorama italiano.

Finalmente inizia il concerto.

Si apre con una canzone del nuovo album “EverGreen”, dal titolo “Briciole”, e poi giù con gli ultimi pezzi e con altri ripresi dal suo repertorio, il tutto comunque di una sconvolgente attualità. Si prosegue con “Del Verde”, “Paracetamolo”, “Orgasmo” fino alla chiusura con “Pesto”. Il palcoscenico è tutto per lui, che seppur di statura minuta, è un gigante che sa destreggiarsi e non ha nulla da invidiare ai cantautori del passato.

Sarà per le parole, sarà per la musica, ma le canzoni di Calcutta non possiamo fare a meno di non ascoltarle di continuo. Non annoiano, non sono mai scontate e soprattutto ci rivediamo nei suoi brani. Ora che è diventato famoso ci fa godere della sua popolarità. Tutti eravamo quelli di “Frosinone” e ora siamo quelli di “Rai”. Per dirla in breve tutti in dei momenti siamo un po’ delusi, arrabbiati, depressi, mentre in altri siamo ansiosi, preoccupati per dei colloqui di lavoro o degli esami universitari.

Non si tratta solo di canzoni, ma di un modo di vivere senza troppe illusioni e per questo vicino alla quotidianità. Quell’ aria semplice che negli ultimi anni sembrava smarrita, riaffiora grazie a Calcutta. Probabilmente per rendere quella serata unica non è mancato niente. L’atmosfera del concerto è stata magica, ma l’organizzazione (soprattutto il viaggio di ritorno nel treno speciale) ha deluso i fan. L’unica nota stonata della serata. Ma alla fine le emozioni vere hanno cancellato questa piccola inefficienza. Alla fine, si è generata una complicità anche tra chi non si conosceva, sono nate nuove amicizie e probabilmente nuovi amori.

Daniele Altina

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