L’esercito dei volantinai (parte seconda)

Dopo una prima parte descrittiva sul fenomeno, ora si prosegue. Questa volta la situazione si complica, perché non è sempre facile parlare di cose ovvie, che ci passano davanti tutti i giorni, e forse distrattamente neanche le consideriamo.

Una parte consistente di questo lavoro è fatta dalle reazioni delle persone incontrate per strada. Ci sono molte modalità di approccio ai volantinai: un semplice sorriso, un “No Grazie” deciso, gesti di stizza (molto spesso incomprensibili), quelli che ti scambiano per un ufficio informazioni di zona e in molti casi anche chi ti prende in giro. Succede di tutto, ogni giorno una storia da raccontare. Si sa la strada offre continue emozioni. In alcuni momenti sembra un vulcano che erutta persone da ogni angolo, in altri appare un grigio deserto dove pagheresti per vedere qualcuno.

Le reazioni ai volantinai, o meglio dei volantinai iniziano già quando vai a ritirare i primi blocchi di foglietti. Lì trovi sempre il capo motivatore, oppure chi ti ricorda come va svolto quel compito. Non solo una paga misera ma anche qualcuno che ti sprona maldestramente, quasi insultandoti. Questo è solo l’inizio della giornata. Le tre/quattro ore successive sembrano infinite. Ci sei solo tu e il tuo blocchetto di fogli. Spesso ti viene detto di non parlare con nessuno, ma allo stesso tempo devi ripetere, come un megafono, cosa c’è scritto sul tuo foglietto. Praticamente tutto è un’eterna contraddizione. Da facile come ti aspettavi che era quel lavoro, lentamente diventa il tuo incubo. Per fortuna non tutti i giorni hanno note amare. Spesso capita di fare piacevoli conoscenze, altre volte si incontrano semplicemente dei pazzi.

Dopo la prima fase ambientata per metà nel luogo dove prendi i volantini e l’altra parte per strada, inizi a subire le reazioni dei passanti, positive o negative. Provi a ricordare le persone per non smollargli di nuovo il volantino, ma non sempre ci riesci. In questo caso specifico, ad esempio, si aprono diverse strade: può avvenire che il potenziale cliente ti apostrofi dicendo di aver già preso il tuo depliant, oppure lo riprende di nuovo in silenzio. Tutti vorremmo sperare nella seconda ipotesi, ma questa si verifica raramente. Poi ci sono gli sdegnati, o quelli arrabbiati che cercano qualunque pretesto (e forse tu sei il malcapitato) per sfogare la loro frustrazione. Non sono pochi questi casi, specialmente negli ultimi periodi. Le situazioni più belle nascono dalle persone che neanche arrivano e già ti sorridono (questo dipende molto dal carattere), quasi contente di prendere il volantino. Sembra che aspettino quel momento da un po’. Il campionario di atteggiamenti è vasto e imprevedibile. Non ci sono situazioni fisse, ma numerosi comportamenti che possono essere raggruppati. È opportuno, almeno una volta, anche per poco tempo, provare quest’esperienza, sicuramente non accrescerà le competenze in uno specifico settore, ma vi farà apprezzare o disgustare il rapporto con gli altri. Scoprirete un lato nuovo del vostro carattere, una sorta di autoanalisi. A fine giornata vorrete per un po’ la vostra solitudine, riflettere su quanto accaduto in quel lasso di tempo, per ricaricarvi e ripartire di nuovo.

Se avete problemi o complessi, a contatto con gli altri potreste risolverli. Ci siete voi e un muro umano che incrocia la vostra strada. Se siete giù di morale non c’è situazione migliore che potrebbe risollevarvi. Inizialmente ci sentiamo presi in giro quando iniziamo questo lavoro, ma lentamente la situazione migliora e per un po’ non vogliamo farne a meno. Dopo questo periodo nessuno potrà capirvi come un altro volantinaio. Già nasceranno nuovi amici, forse nuovi amori e di sicuro una nuova esperienza.

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