La rinascita di una squadra

Ci sono storie che nascono all’improvviso, quando meno te lo aspetti. Proprio in quei momenti, poiché almeno inizialmente hai poche aspettative nascono le idee migliori. In questo numero parlo di un’esperienza sportiva che mi ha toccato da vicino, in cui sono coinvolti dei miei amici e paesani: Asd Frosolone. Già, una sera in questo paese di circa tremila abitanti, sito in provincia di Isernia, alcune persone che da tempo giocano a calcetto (i più grandi hanno militato nella serie C regionale), hanno deciso di formare una squadra.

L’ASD Frosolone nella stagione 2015/16 gioca nel C.S.I. (centro sportivo italiano), ma già dal prossimo anno si iscriverà al campionato professionistico. La particolarità di questa squadra è la composizione eterogenea di giocatori, di varie età, infatti l’atleta più giovane ha quattordici anni, mentre il più grande ha circa cinquanta anni. L’organico è composto da venti giocatori, ai quali possono aggiungersi altri nel corso del campionato, essendo esso amatoriale. Infatti, il C.S.I. è un’associazione senza scopo di lucro, avente l’obiettivo di promuovere lo sport e i valori cristiani tra i giovani, ma non solo, perché come ho già accennato, nella squadra di Frosolone ci sono persone di età compresa tra i quaranta e i cinquanta.

L’allenatore- giocatore Costantino Colavecchio, un tempo giovane promessa del calcio locale, insieme ad altri veterani come Giuseppe Colavecchio hanno dato vita a questa squadra. Essi danno dei consigli ai più giovani, li indirizzano nelle scelte migliori, e soprattutto spronano i più pigri. Piccole realtà come Frosolone ve ne sono tante in Molise (anzi direi che questo paese è uno dei più grandi che milita nel campionato), probabilmente avranno avuto la stessa idea iniziale, ma in questo contesto è un’iniziativa importante almeno per due motivi:
•    La riproposizione di una squadra con il nome proprio del paese;
•    L’esigenza di togliere molti giovani dalla strada, che privi di iniziative (non per colpa loro) incapperebbero nell’alcolismo.

Riguardo al primo punto, in realtà esiste già una squadra che rappresenta il paese, ma porta il nome di una frazione: San Pietro in Valle. Il problema non è di origine campanilistica, come si potrebbe pensare, ma era avvertita l’esigenza di riportare in auge la vecchia squadra del paese. Per la mancanza di iniziative, invece, con profondo rammarico si assiste sempre più alla morte dei piccoli centri rurali.

Spero vivamente che la squadra raggiunga la vittoria del Campionato, in modo tale da spronare altri giovani a sposare questo progetto, nato una sera all’interno di un bar. Ho scritto questa storia, perché mi sembrava giusto divulgare un’idea positiva di sport, amicizia e condivisione di valori. Esistono ancora molte persone che vogliono impegnarsi per cambiare le cose, sicuramente non tutti i giovani sono annichiliti dalle moderne tecnologie, e soprattutto ci sono veterani che hanno molto da insegnare. Proprio nei paesi, dove il senso di fratellanza e semplicità è ancora vivo, nascono esperienze positive come questa.
Infine ringrazio due ragazzi del team, Andrea e Gino, che con le loro testimonianze hanno contribuito a creare questo pezzo.

Per maggiori informazioni visitate la pagina Facebook: Asd Frosolone

di Daniele Altina

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