Il passato con i nonni

Spesso è difficile apprezzare le persone quando sono troppo vicine. Alcune volte la loro presenza appare ingombrante, specialmente nell’adolescenza, altre non ci accorgiamo della mancanza ed è quasi un bene che non ci siano. Molte altre invece non ci rendiamo conto di quanto sia importante un consiglio, una parola di conforto o un ammonimento. Saremmo disposti a tutto pur di averlo. Questo è ciò che accade nel rapporto con i nonni. Soprattutto con le figure femminili. I loro giudizi spesso sembrano di un’altra epoca, le loro parole fuori dal comune, invece nascondono una verità più profonda che capiamo soltanto con gli anni (ovviamente qualche errore lo commettono anche loro). Di notte poi, quando stiamo male, magari per un’influenza oppure per un semplice mal di pancia, pensiamo a tutte le accortezze che ricevevamo, probabilmente più noi che i nostri genitori. Come si sa con la vecchiaia si è più apprensivi soprattutto verso quelle creature che si affacciano al mondo. Il nonno è una figura amica, che ha più tempo da dedicarti, riesce a farti capire meglio il senso di alcune cose, che dette da un genitore con un po’ più di rabbia e impazienza suonano come macigni. Così nella vita frenetica ritroviamo la calma smarrita, ogni soluzione scivola con molta leggerezza. D’altronde l’esperienza è anche questo.

Gli insegnamenti che riprendi da una nonna sono notevoli, certe volte quando trascorri molto tempo con lei accade che il tuo carattere si forgia con il suo. Riprendi tratti di gentilezza e allo stesso tempo di fermezza di quella persona. Capisci il limite e non lo superi. Capisci che sopra la tua libertà c’è qualcosa di più prezioso: il rispetto. Non è una parola che sconfina nella banalità di ogni chiacchierata piena di luoghi comuni, ma nel corso degli anni, a tue spese, ne identifichi il valore. Il dare e ricevere. Certe volte quest’ultimo spaventa più del primo. Le reazioni fanno più paura delle azioni, allora è preferibile saggiamente evitare atti sconsiderati.

L’amore per la musica, la lettura e lo sport sono attitudini che una nonna ti fa scoprire. Ascolteresti per ore storie con aneddoti del passato locale e nazionale, della guerra, la nonna resta una fonte inesauribile di sapere, troppo spesso sottovalutata. Le battaglie con i nostri genitori spesso le vinciamo grazie alla loro complicità. Non importa se ci viziano e ricevono critiche pesanti da padri o madri, di sicuro i nostri parenti in vecchiaia con i nostri figli assumeranno lo stesso atteggiamento. Passano gli anni e l’amore si rinnova, soprattutto nel senso alla vita che i nonni attribuiscono. Molto spesso le loro frasi nascondono rabbia o amarezza che non riusciamo a percepire. Dimentichiamo che sono i nostri babysitter, educatori e sicuramente dei secondi genitori. Quando sei con loro avverti molta sicurezza, sai che puoi farcela e non vuoi deluderli. Sono l’antidoto ai conflitti familiari, rendono più mite una giornata fredda.

Ora che non ci sono la tua vita è cambiata, non sai bene in quale verso. Corre tutto più veloce. I tuoi errori non sono più ammorbiditi da nessuno. Resta soltanto il ricordo. Resta una preghiera recitata, qualche volta. Resta una visita al cimitero quando torni a casa. Spesso però, e questo rimane l’unico sollievo alla mancanza, il loro pensiero ci fa tornare indietro. Di quelle esperienze vissute resta un grande sorriso. Un abbraccio. Un bacio. E le immagini impresse nella nostra mente per l’eternità.

Daniele Altina

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