Il circolo vizioso della corruzione

 Cambia la sceneggiatura ma non i personaggi

Ci siamo ormai, nell’ aria c’è ansia e trepidazione, fervono i preparativi nella frenetica Milano, è quasi tutto perfetto. Peccato che c’è un piccolo problema da non trascurare: la corruzione. È assurdo che nel 2015 sopravvivano mali da rendere così misero il nostro paese. Si parla ovunque di corruzione, dei suoi costi, ritornando al solito circolo vizioso.

Possibile che non ci sono differenze tra la Milano della prima metà degli anni ‘90(nel pieno fermento di Tangentopoli) e quella attuale? Come è possibile che tornano sempre le stesse persone?

A questi interrogativi non so darmi una risposta, preferisco credere nella negligenza della classe politica e nel solito buonismo di fondo che domina da sempre. Penso che il lavoro dei magistrati del Pool guidato da Francesco Saverio Borrelli, durante gli anni di Tangentopoli, non sia servito a niente. Allo stato attuale vedo soltanto l’avanzata del carattere gattopardesco della politica italiana: con il cambiare tutto, sostanzialmente rimane tutto immutato. Mi tornano in mente le parole del magistrato Di Pietro, quando di fronte ad un ennesimo scandalo si interrogava sul fatto che le persone presenti vent’anni fa complici del malaffare sono ritornate, continuando il loro losco lavoro.

Continuo a non capire il perché si lancino messaggi ai giovani che invitano a distogliere dalla corruzione, ma inevitabilmente si continuano a compiere atti che sotterrano il buon costume. È arrivato il momento di dire BASTA a persone che rubano il futuro ai giovani, e a tutti quelli che con turpi gesti rovinano il decoro e l’immagine dell’Italia. Urlare a gran voce e cercare di cambiare le cose: due imperativi che dobbiamo rispettare. Non dobbiamo essere soltanto squallidi urlatori, ma persone che esprimano un grido liberatorio, volto a trasformarsi in una protesta costruttiva. Già distruggere è facile! La difficoltà sta nel ricostruire dalle macerie il nuovo.

Dopo queste riflessioni amare si giunge alla conclusione di questo piccolo articolo che raccoglie ancora una volta l’immagine di un’Italia indifferente. Vorrei un giorno parlare in toni più sereni, credo che quando arriverà quel momento forse finirò di scrivere. Per ora la realtà è questa, si sentono vuote parole destinate a perdersi nel vento. Da oggi intraprendiamo una nuova strada che sia contrassegnata da più serietà, e da un pizzico di rigore, con la consapevolezza che tutto questo significa una nuova Italia e soprattutto riscrivere una storia quantomeno diversa.

Daniele Altina

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...