Alcune riflessioni sull’anno che sta per concludersi

Il 2015 è stato un anno ricco di sorprese, positive o negative, durante il suo corso hanno preso forma le convinzioni che hanno attraversato il 2014. L’aria percepita lo scorso anno, adesso si è materializzata, almeno in parte, negli attentati di Parigi in gennaio (l’attacco alla redazione di Charlie Hebdo) e in quelli del 13 novembre scorso, da allora il mondo è completamente cambiato, si percepiscono a tratti venti di guerra.

In questo stato di confusione si è inserito Matteo Salvini, che ha sferzato violente invettive contro gli immigrati provenienti dai paesi vittime del terrorismo, e non per ultima Marine Le Pen, che sull’onda dell’emotività stava vincendo le elezioni in Francia. Nei media questi due personaggi hanno assunto il nome di “imprenditori della paura”, poiché hanno allarmato ulteriormente la situazione, coltivando odio verso popolazioni inermi, come se la colpa fosse dell’“immigrato” di turno. Non capisco francamente il perché di tanta ostilità, ritengo inutile lo sciacallaggio messo in atto, e soprattutto sono intollerante nei confronti di chi specula sulla paura. Un altro avvenimento su cui è opportuno soffermarsi riguarda le dimissioni del sindaco di Roma, a prescindere dal colore politico per il quale si parteggia. Di fatto è rimasta una città nel caos, incapace di guardare avanti e di offrire maggiori prospettive, lasciando i vecchi problemi amplificati. Nell’intricato panorama romano, s’inserisce il Giubileo straordinario, in esso percepiamo il tempo della riflessione, della pace, ma allo stesso tempo capiamo le profonde lacerazioni che dividono il mondo, e in prevalenza la curia romana. Si cerca in tutti i modi di rinnovare senza cambiare gli assetti millenari, si auspica che le cose cambino da sole, ma questo non può avvenire se non smuoviamo gli ingranaggi interni.

Questo è soltanto un rapidissimo excursus su ciò che è successo in Europa e in Italia, sulla politica maldestra di alcune persone, e sui tentativi grossolani di cambiamento. Al di là di questa negatività, vorrei citare altri due fatti che hanno scosso l’Europa, questa volta in positivo, il primo riguarda il Referendum in Grecia, l’altro riguarda il successo storico di Podemos in Spagna. Il primo avvenimento è un fatto straordinario, perché la sola idea di poter scegliere, ha significato rimettere in discussione il ciclo di alcuni poteri. Questo referendum ci ha fatto comprendere che l’Europa deve compiere un passo indietro su alcune riforme, che il tempo dell’austerità opprimente è finito, ora è necessario avviare seri piani di sviluppo per uscire dalla crisi. L’altro evento, ossia il successo di Podemos in Spagna, ha creato delle convinzioni positive tra le due sponde opposte del Mediterraneo (se si considera Syriza sul fronte greco). Sappiamo soltanto che ci troviamo davanti a progetti ambiziosi, che ci lasciano ben sperare.

L’anno è finito, ho trascurato tanti eventi importanti, come il maestoso funerale di Casamonica a Roma, e di come si è voluto far apparire Ignazio Marino, ancora una volta, un incompetente. A poche ore dal Natale questo flusso di pensieri percorre la mia mente, intanto il 25 dicembre assomiglia ad un qualunque giorno di inizio ottobre, quando l’autunno ci regala degli sprazzi di sole. L’aria natalizia non si percepisce minimamente, forse per effetto del clima che sta cambiando, forse per una crisi, che non accenna a finire, facendoci dimenticare l’importanza dello spirito di fratellanza e amicizia. Almeno in questi giorni trascuriamo i problemi quotidiani e tuffiamoci nella magia del Natale, che ci fa sorridere e stare di buon umore.

Daniele Altina

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