Un Magistrato nel mondo di mezzo

Un’altra brillante operazione è stata condotta dal Procuratore Capo di Roma Giuseppe Pignatone, al di là della retorica di circostanza, scopriamo da vicino chi è davvero.

Giuseppe Pignatone, classe 1949 di Caltanisetta, inizia la carriera di magistrato nel 1972. Dopo una breve parentesi nella città natale, passa alla procura di Palermo, dove resterà in carica fino al 2008. In questi anni svolge un’intensa attività come Sostituto Procuratore per poi divenire Procuratore Capo nel 2000. Ha collaborato con Pietro Grasso (ex Procuratore Nazionale Antimafia) nella conduzione della “Direzione Distrettuale Antimafia” di Palermo. A seguito di indagini, nell’ambito di un’operazione antimafia, conduce all’arresto Vito Ciancimino (ex sindaco della città), condannato successivamente per attività di stampo mafioso. Negli anni 2000 avvia un’indagine su Totò Cuffaro (allora Governatore della Regione Sicilia) condannato in seguito per favoreggiamento a “Cosa Nostra”. Nel 2008 diviene Procuratore Capo di Reggio Calabria, lavorando in un ambiente molto difficile, riesce ad assestare numerosi colpi alla ‘Ndrangheta essendo a capo della “Direzione Distrettuale Antimafia” di Reggio Calabria. Per l’impegno profuso in quest’ operazione, subisce intimidazioni e minacce da parte delle cosche. Ancora in Calabria porta a termine numerose operazioni di polizia, in particolare “Il Crimine”, inchiesta (frutto della collaborazione di due procure: Milano e Reggio Calabria) che ha consentito di svelare il carattere unitario della ‘ndrangheta con organismi di vertice come la Provincia, e ha svelato le ramificazioni delle cosche nel Nord dell’Italia, più di quanto si pensasse. Nel 2012 è stato nominato dal C.S.M. Procuratore Capo della Repubblica di Roma con voto unanime. Pochi giorni fa ha creato scompiglio nel comune di Roma con l’operazione “Mondo di Mezzo”, portando alla luce i loschi traffici tra amministratori locali e un ex esponente della “Banda della Magliana” e dei “N.A.R.” (nucleo armati rivoluzionari, un’organizzazione di estrema destra) Massimo Carminati.

L’ultima inchiesta (Mondo di mezzo) condotta da Pignatone svela molte anomalie all’ interno del comune di Roma. Un’operazione molto complessa, che ha cominciato a svelare le deviate ramificazioni del mondo politico, ma avrà ancora bisogno di molto tempo. Si percepisce una criminalità organizzata più pericolosa, che ormai ha abbandonato il vecchio “modus operandi” del terrore,infatti si addentra nei sotterranei del potere, compiendo atti più loschi che hanno alle spalle un disegno criminale ben preciso. Pignatone, attraverso la cura di dettagli, mette in luce come chi disprezza gli immigrati è lo stesso che lucra sulla povertà. Affiora così in superficie un sistema che ha radici ben salde nella giunta Alemanno, però trova dei responsabili anche nelle giunte antecedenti di centro-sinistra.

In conclusione il lavoro di Pignatone evidenzia un volto diverso della criminalità organizzata, sia per luoghi (in quanto ne avvistiamo delle tracce in regioni diverse da quelle “originarie”), sia per persone, in quanto non sono più i politici a sporcarsi direttamente le mani, ma hanno dei tramiti che trattano con i boss locali. Questi tramiti sono persone insospettabili, magari con fedine penali pulite, che allo stesso tempo si sono macchiate di gravi reati. Si scopre così un mondo fatto di corruzione, criminalità, in cui il denaro non è mai sufficiente. Vuoi scommettere che in fondo il grave deficit del comune capitolino derivi proprio da questi loschi affari?

Daniele Altina

Dicembre 2014

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