Salvando Filottete: La leggerezza della vita quotidiana

I racconti per piccoli, per adulti, per giovani, da sempre hanno stuzzicato la fantasia di milioni di persone. A volte hanno denunciato, altre hanno generato riso, oppure una profonda malinconia. Questa volta voglio descrivere un racconto breve (appena 4 pagine) che ha generato in me diverse sensazioni, pur nella sua semplicità mi ha aiutato a comprendere la realtà, e a sentirmi più leggero nell’ affrontare la vita quotidiana.

Il racconto dal titolo “Il fato indossa i guanti da portiere” è un episodio all’ interno del progetto “Salvando Filottete”, che racchiude spaccati di vita dei giovani universitari (realtà non estranea ai due autori). Il protagonista dell’episodio Vincenzo, un fuorisede, proveniente dal Molise, si muove nella Roma attuale, in particolare tra la Prenestina e l’Università “La Sapienza”. È interessante capire come Vincenzo giunto da un anno nella capitale, avendo vissuto da sempre in una realtà a misura d’uomo, ora comincia ad assaporare la vita romana, ha un nutrito gruppo di amici, gioca con loro a calcetto. Il racconto si muove essenzialmente su due linee: il mondo del calcetto e la città universitaria, da cui poi deriva tutta l’esperienza del giovane studente. Il protagonista è molto riflessivo, pensa all’immediato futuro, agli esami, all’amore per Valeria, celato, ma nutre sempre la speranza di baciarla. La vita di Vincenzo è tutta questa, semplice, spensierata, o meglio rappresentata dai piccoli pensieri quotidiani che può avere un ragazzo della sua età. Tuttavia, nel racconto emergono molti flash sulla città, brevi descrizioni dei luoghi attraversati, le impressioni di Vincenzo a contatto con il mondo cittadino, ad esempio il rapporto con i mezzi pubblici. Il protagonista ricalca un mix di tratti di alcuni amici universitari dei due giovani autori, infatti questo episodio nasce da fantasia mescolata alla realtà. Da questa commistione nasce un racconto moderno, dove la cronaca affianca la fantasia, l’introspezione, e una vita cittadina un po’ monotona. Lo spirito di Vincenzo è in tutti noi, giovani studenti che durante il periodo degli esami siamo preoccupati, presi da piccoli timori che si proiettano nel nostro mondo quotidiano. Basiamo la nostra vita su quello e su poche altre cose, che in fondo ci garantiscono la giusta carica emotiva per affrontare questa fase della vita, spensierata, ma ugualmente delicata.

E’ proprio questa la formula utilizzata da Shadi Cioffi e Francesco Zani, che in questo racconto, come in altri loro scritti, offrono una testimonianza tangibile della vita reale, ammorbidita da Vincenzo. La piena adesione del personaggio alla realtà, le parole utilizzate (molto semplici), sono tipiche di chi con occhi da sognatore un po’ disincantato si appresta a entrare in punta di piedi nel complesso panorama editoriale.

Per maggiori Info. e per continuare a seguire le avventure di Vincenzo consultate la pagina Facebook: www.facebook.com/pages/Salvando-Filottete

e la pagina web: salvandofilottete.wordpress.com

Daniele Altina

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