La concretezza e la semplicità del Sindaco Pescatore

La vita di Angelo Vassallo, il “Sindaco Pescatore” di Pollica (in provincia di Salerno) si riassume in due parole: concretezza e semplicità. Queste due caratteristiche emergono soprattutto dall’impegno politico, infatti odiava la lentezza burocratica e criticava agli amministratori la vuota retorica che implicava soltanto stasi. La sua figura è riemersa qualche giorno fa, in quanto la Rai gli ha dedicato un film dal titolo “Il Sindaco Pescatore”, con protagonista Sergio Castellitto, nelle vesti di Angelo Vassallo. Si tratta di una persona spesso dimenticata, vittima della camorra, che ahimè in questo stato ha una presenza ancora molto forte.

La concretezza e la semplicità le aveva apprese dal mare, o meglio dalla sua esperienza di pescatore. Già, prima di essere un politico era amante della pesca, e pensava che in politica, come nel mare non si dovesse scherzare. Ha intrapreso iniziative ambiziose per quella terra, che forse non l’ha apprezzato fino in fondo, perché non è riuscito a strapparlo dalle braccia malavitose. Tra le varie iniziative va ricordata quella di promotore per l’inclusione della “Dieta Mediterranea” tra i “patrimoni orali e immateriali dell’Unesco”, e l’ottenimento delle cinque stelle per il territorio da parte di “Legambiente”.  Iniziative ambiziose in un territorio spesso noto alle cronache per fatti che rasentano la legalità, almeno per diversi anni ha ottenuto una risonanza positiva.

Il messaggio lanciato dall’attività politica di Angelo Vassallo è la possibilità del cambiamento, di porre un argine al malcostume e all’illegalità, in fin dei conti non è difficile basta soltanto volerlo. Ogni volta, però, si finisce in giochi pericolosi, in personaggi loschi che maltrattano la nostra terra, rendono la vita impossibile e ci obbligano alla rassegnazione. Non appena arriva un cambiamento, dapprima esse lo accettano, poi inevitabilmente lo distruggono, facendolo apparire un’opera scempia e priva di senso. In quei contesti manca un intervento deciso dello stato, oppure quando arriva non riesce a concludere l’opera iniziata. La gestione del “Sindaco Pescatore” è l’esempio lampante di un sud che riparte, e che non è intimorito. Ricominciare dalla semplicità, ottimizzando quello che esiste e poi pensare ad un’evoluzione industriale e tecnologica, solo così si gettano le basi di una rinascita.

Attenzione! La rinascita non è possibile se mancano i fabbisogni elementari, se il governo centrale riduce fondi alla sanità e alla scuola, tutto ciò rimane soltanto privo di significato, o forse anacronistico. Nel suo lavoro, il sindaco di Pollica ci ha insegnato che le difficoltà si superano, non esistono ostacoli tali da bloccare opere necessarie per la sopravvivenza di una società, specialmente in un sud agonizzante. Poco abile nei discorsi, ha ottenuto consensi mediante la sua pragmaticità, anzi quest’ultima era l’unica cosa che concepiva davvero della politica. Una visione nuova in una terra che non accetta il cambiamento, che preferisce lasciare tutto immutato affinché non venga scomodato il potente di turno. L’importante è non disturbare, lasciare nella loro agiatezza poche persone, e poi annichilirsi completamente. Angelo Vassallo ha cambiato (o almeno ci ha provato) questo corso, ha rotto gli argini dell’illegalità e ha compiuto una prova di altruismo, che mai nessuno avrebbe minimamente immaginato.

Daniele Altina

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